storia

Asolo reca tracce di abitanti fin dal mille a.C. ed in seguito documentate anche dai romani con il teatro nel primo secolo d.C. Gli Ezzelini, gli Svevi e gli imperatori germanici che dominarono in varie epoche Asolo, iniziano le costruzioni di torri, castelli e rocche, che si diffondono nel territorio circostante, a presidio di feudi altrettanto ricchi come Treviso e Padova.

Inizia il dominio della Repubblica di Venezia che, dopo aver “coltivato il mare” doveva occuparsi della terra. Le opere ingegneristiche e idrauliche di un frate architetto come fra’ Giovanni Giocondo, riescono a rendere inattaccabili le mura delle città di Treviso e Padova e a derivare dal fiume Piave, un canale d’acqua (la Brentella) con un opera poderosa di irrigazione.

In questo particolare momento storico del territorio, dove cultura si congiunge a coltura, la regina Caterina Cornaro rinuncia al regno di Cipro per fondare ad Asolo una corte di artisti e letterati (Giorgione, Lorenzo Lotto e Pietro Bembo) per rendere concreta una nuova cultura del dialogo tra governanti e governati, proponendo inoltre l’unità e la bellezza della lingua di Dante e Petrarca. La regina Caterina Cornaro, seguendo la tradizione consolidata di arricchire durevolmente il territorio asolano, da Cipro porta anche le viti del Malvasia, vitigno ora pienamente consolidato nel gusto dei vini bianchi.

Il paesaggio asolano rimase protetto, anche a causa del suo abbandono dovuto al declino della Repubblica Serenissima, sopravvivendo in una dignitosa povertà, fino alla riscoperta di questi luoghi da parte di Robert Browning, il poeta inglese, che passeggiava in lungo e in largo questi colli. 

La scoperta dei sentieri dei colli con la sosta obbligata ai panorami sul Col san Martino, la si deve anche ad una conterranea di Robert Browning, Freya Stark, che a piedi visitò ogni luogo del territorio asolano. Nelle sue passeggiate quotidiane, si fermava spesso a dialogare con i rari abitanti che incontrava, prima di raggiungere il colle Sant’Anna. Visse fino all'età di cent'anni e ora riposa accanto a un’altra donna dall'animo inquieto e destino drammatico come Eleonora Duse, morta a Pittsburg in America, sepolta qui nel giardino verde di Sant’Anna, con a lato la grande montagna sacra del Grappa.